Camoranesi: «Qualificarci in Champions è il primo obiettivo»«Abbiamo la possibilità di chiudere un percorso iniziato due anni fa. Sono state due stagioni particolari: nella prima dovevamo ritornare in serie A, nella seconda dovevamo qualificarci per l’Europa. Ora, dobbiamo fare un altro passo e superare i preliminari; qualificarci per la Champions sarebbe il coronamento di questo percorso». Mauro German Camoranesi fissa il primo obiettivo della stagione.
Prima di parlare di scudetto e di Champions League, bisogna conquistare l’Europa che conta, poi ci si potrà concentrare su nuovi traguardi. Ben sapendo che la squadra è in grado di lottare su tutti i fronti:
«E’una Juventus competitiva. I piedi buoni a centrocampo ci sono. Penso che le altre squadre sappiano che si troveranno di fronte la solita Juve, pronta a lottare per obiettivi importanti. Nelle grandi squadre è importante avere almeno due giocatori per ruolo, perché ti consente di rifiatare e noi li abbiamo. Sono arrivati giocatori di livello internazionale, quello di cui la Juventus aveva bisogno. Poulsen dimostrerà cosa può dare, è abituato a giocare ad alti livelli, era titolare nel Siviglia che ha vinto tantissimo negli ultimi anni; credo che abbia le carte in regola per fare bene anche da noi».
Dare un giudizio sui nuovi acquisti però è prematuro, perché Mauro si è ancora allenato troppo poco con loro. Il centrocampista è rientrato da poco dalle ferie e deve ancora mettersi al passo con il resto del gruppo, ecco perché non prenderà parte alla trasferta in Danimarca: «Mi sto allenando da cinque giorni e sento ancora un po’ la fatica. Pronto per il 12 agosto? Non so, per fortuna c’è ancora tempo. Per la prossima stagione mi auguro di non trovare gli inconvenienti patiti lo scorso anno per via degli infortuni. Evitarli sarà fondamentale per mantenere una buona continuità di rendimento».
Avere Camoranesi a tempo pieno sarà importante per Ranieri. Mauro è un giocatore sempre più determinate, nella Juventus, come in Nazionale: «In realtà per me, in Nazionale è determinante Pirlo. Lui alza il livello qualitativo della squadra con la sua visione di gioco. Nella Juventus, siamo tutti centrocampisti con caratteristiche differenti e lo scorso anno è stato importante che ognuno sia riuscito a dare il suo contributo: Sissoko e Nedved con il loro dinamismo, Zanetti con le sue geometrie».
Guardando agli avversari Mauro individua in Inter e Milan le avversarie più pericolose: «Sì, le due milanesi mi sembrano le più attrezzate. Ronaldinho? Due anni fa era il migliore, non vedo perché non possa tornare a quei livelli. Per me è ancora tra i primi tre o quattro più forti al mondo».
Infine una curiosità. Mauro quest’anno tornerà a vestire il numero 16: «L’anno scorso avevo preso l’8 perché mi era sempre piaciuto. Però ho sempre giocato con il 16, quest’anno non l’aveva voluto nessuno e così l’ho ripreso io».